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In uno degli ultimi dossier di Giona leggiamo: «Il Calamaro gigante è un tentativo di raffigurare l’irrazionale. Strutturato con uno schema di caselle composite, contiene frammenti estrapolati da opere della cultura classica, come brandelli di quadri del Beato Angelico, o dettagli delle illustrazioni delle opere del Marchese De Sade. A queste si uniscono le immagini che provengono dalla quotidianità dell’artista, rimescolate ad impianti narrativi come il Dracula di Bram Stoker, o a cronache di guerra di varie parti del globo.

Sacro, profano e ironia coltivano senza sosta il proprio giardino, in un tempo che ha perso le sue naturali stagioni – e che, ormai, vive solo di ciò che vale». La lavorazione dell'opera è stata documentata fotograficamente da Stefania Beretta.

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